2012: Recensione

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Locandina del film.

Ho sempre pensato che, guardare un disaster movie, serva ad esorcizzare le nostre paure più recondite, di rimanere vittime, proprio di questi eventi tragici. Ovviamente, la visione di un film come 2012, amplifica queste paure all’ennesima potenza, poiché, credo di non avere mai assistito, ad una sequenza così mostruosa di  disastri, tutti assieme nella stessa pellicola. La forza di 2012, ovviamente stà proprio negli effetti speciali, che hanno raggiunto un livello di realismo così impressionante, da domandarsi seriamente, se quello a cui si stà assistendo, sia vero oppure no.

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Disastri a raffica.

Una volta, si intuiva  che, dietro ad una particolare sequenza, c’era un trucco più o meno sofisticato, anche se non lo si vedeva realmente, adesso invece, guardando la completa distruzione di Los Angeles, l’unica cosa che viene in mente,  è l’irrealtà dell’evento in sè, non l’artificio della sua abile messa in scena.

Ammetto che, in questo film, forse a differenza di altre pellicole di Roland Emmerich, gli effetti speciali sono realmente funzionali alla storia narrata, ed ho trovato altresì interessanti, anche le interpretazioni degli attori, a cominciare da John Cusack.  La storia inizia con uno scienziato americano Adrian Helmsley (Chiwetel Ejiofor), che viene a conoscenza, tramite un suo collega indiano, di un’abnorme emissione di neutrini, provenienti dal sole, che stà sortendo degli effetti catastrofici  nelle profondità della crosta terrestre, provocandone l’accelerato riscaldamento e l’innescarsi, nel giro di 2 o 3 anni, di un’apocalisse di dimensioni globali.

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Curtis fugge dall'esplosione dello Yellowstone.

Ritornato in america, lo scienziato avvisa Carl Anheuser , il capo dello staff della casa bianca, della tremenda situazione in atto. Il presidente americano Thomas Wilson (Danny Glover),  in accordo con gli altri stati, decide di non rivelare la notizia alla popolazione, per evitare il caos, nel frattempo, però, viene avviata la costruzione di alcune enormi navi, che dovranno salvare la vita a 400.000 persone, scelte fra scienziati, governanti, personale di supporto, e soprattutto ricchi e potenti, in grado di sborsare 1 miliardo di euro a testa, a tanto ammonta il biglietto di ingresso per la salvezza. La costruzione di queste immense arche, ovviamente, non poteva che accadere in Cina, sia per ragioni di segretezza, sia perché la manodopera è abbondante e costa pochissimo.

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La famiglia di Curtis (ex moglie e figli)

Jackson Curtis (John Cusack), uno scrittore che, per ragioni economiche, alterna il suo lavoro, a quello di autista di limousine,  viene a sapere casualmente, dell’esistenza di un piano di salvezza, dal figlio di uno dei suoi facoltosi clienti. Curtis, incredulo sulla reale minaccia incombente, assiste prima  alla distruzione di Los Angeles, poi all’immane esplosione vulcanica dello yellowstone, e venuto in possesso di una mappa, in cui sono indicate le coordinate delle segretissime navi, fugge insieme alla sua famiglia, verso l’unica possibilità di salvezza.

In mezzo a tutti questi disastri, che sullo schermo sembrano assollutamente credibili, paradossalmente, l’unica cosa incredibile, consiste nel ritenere possibile che, il nostro attuale presidente del consiglio, scelga deliberatamente di non salvarsi, e di attendere stoicamente la morte, pregando in Vaticano.

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Il presidente degli Stati Uniti.

A parte questo curioso dettaglio, devo dire che, la storia si sviluppa in maniera abbastanza decente, senza alcuni eccessi tipici, di precedenti film di Emmerich, mi riferisco soprattutto ad Independence Day. Il 2012, è l’anno in cui finisce repentinamente il calendario Maya, ed il film parte da queste premesse, seguendo le teorie apocallitiche, di chi vede nell’allineamento planetario e nell’inversione dei poli, gli inequivocabili segni della fine del mondo. Roland Emmerich, facendo leva su queste paure ancestrali,  oltretutto rafforzate da un background corposo di libri e documentari sul 2012, ne ha cavalcato l’onda, confezionando il suo ultimo, catastrofico film. Ed i risultati gli stanno dando ragione, tanto che, nel weekend appena terminato, il film ha incassato in tutto il mondo, oltre 225 milioni di dollari, avviandosi a diventare un grande successo al box office. Per il sottoscritto, il giudizio su questo film è sicuramente positivo, e ne consiglio la visione. Ovviamente, sappiate che non state andando a vedere un film da oscar, ma gli effetti speciali, almeno quelli, da oscar lo sono di sicuro.

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